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“Ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle”: il nostro omaggio a Shakespeare e al Lover’s Day

[PREMESSA DELL’AUTRICE: Questo pezzo è un piccolo divertissement letterario ispirato al libro Giulietta e Romeo di Roberto Piumini, un bellissimo libro per ragazzi in cui lo scrittore riscriveva la più celebre tragedia di William Shakespeare in un linguaggio adatto ai più piccoli. La cosa che mi piacque molto quando lo lessi fu il finale: nel momento nel massimo dolore, in cui nel play entra in scena l’aspetto moraleggiante della storia, Piumini immagina un breve dialogo tra le anime dei due ragazzi, che giocano a rincorrersi tra le colonne della chiesa in cui i loro parenti si disperano. Un messaggio di speranza che mi ha fatto pensare: e se ogni anno, il giorno del compleanno del Bardo, i suoi personaggi si riunissero per fargli gli auguri? Cosa direbbero Romeo e Giulietta dei ragazzi di oggi? Questo piccolo dialogo è la risposta dei Bimbi Sperduti. Buona lettura e buon Lover’s Day]

Secondo te si ricordano ancora di noi?

– Ma chi, Giù?

– I ragazzi di oggi, Romè.

– Spero di sì. Sarebbe davvero triste se ci avessero dimenticato.

– Ma secondo te gli veniamo in mente quando sentono le farfalle nello stomaco? Quando si dichiarano alla persona amata, un po’ ci pensano a “Romeo, perché sei tu Romeo”?

Secondo me i ragazzi di oggi hanno altri problemi, Giù. Problemi che noi non riusciamo a immaginare.

– Che problemi possono avere i ragazzi di adesso? Un messaggio, una faccina e fanno sapere all’altro che lo amano. Ci fossero stati questi sistemi, ai nostri tempi…

– Ma certo, Giù. Io dico problemi legati al loro tempo.

– Tipo, Romè?

Tipo questa pandemia, Giù. Non vedi che stanno tutti con le facce ombrose, anzi le facce non gli si vedono proprio, sono nascoste dietro le mascherine. Non possono baciarsi. Non si possono toccare con quegli odiosi guanti. E alcuni di loro non si vedono da tanto, tanto tempo Giù. Come ai nostri tempi, in cui non ci si poteva sfiorare per lunghissimi mesi.

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scena tratta dal film Romeo e Giulietta di Shakespeare diretto da Carlo Carlei

– Per fortuna possono scrivere. Scrivere accorcia la distanza, accorcia il tempo. Scrivere porta il tuo amato dinanzi ai tuoi occhi.

– Scrivono cosa, Giù? I cuoricini, le faccette? Tu sei più giovane di me ma dovresti sapere che i sentimenti hanno bisogno di parole, fiumi di parole, mani doloranti che vergano un foglio col rischio che uno sbuffo di inchiostro rovini tutto…

Romeo, non fare il boomer! Io ammiro questi ragazzi perché in un mondo che gli dice ancora chi non devono amare, loro amano lo stesso e inventano addirittura un linguaggio speciale. A me piacciono le faccine, gli arcobaleni, le emoticon delle famiglie…

– Sì, ma provano ancora quello che provavamo noi? Farebbero ancora quello che noi abbiamo fatto, amarci a dispetto di tutto e di tutti?

Una rosa con un altro nome non avrebbe forse lo stesso profumo? L’amore cambia faccia, colore, età, cambia persino persona ma il profumo resta lo stesso. In questi ragazzi vedo l’ardore della giovinezza innamorata che avevamo noi, Romeo. Si dannano, si disperano perché non possono stare insieme. Gli smartphone dietro ai quali si nascondono a volte sono il loro grido disperato “Eccomi! Sono qui! Notami! Chiedimi di farti un selfie con me!”. Senza gli altri non sarebbero niente, sono un profilo vuoto popolato di vacuità. Come eravamo noi prima di incontrarci: due sciocchi ragazzini persi in sogni a occhi aperti.

– Secondo te ci considerano vecchi? Arretrati, rozzi, con strane maniere?

– Secondo me son incuriositi da come dei loro coetanei, in un contesto così diverso dal loro, abbiano vissuto l’amore con la stessa intensità con cui la vivrebbe un adolescente di oggi. Pestando i piedi, cercando di scappare. Con tanti, troppi segreti.

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William Shakespeare

E tanta, troppa morte.

– La morte è l’altra faccia dell’amore. Noi esistiamo ancora per portare la testimonianza di come l’amore abbia distrutto la morte, non il contrario. Dell’odio, dell’intolleranza, noi non siamo responsabili.

C’è ancora tanta violenza anche nell’amore oggi. Mai avrei pensato di aprire gli occhi su un mondo in cui si scambia l’odio per l’amore, la violenza per il rispetto e la morale per la giustizia.

Per questo dobbiamo urlare, non più sussurrare, anche se siamo solo fantasmi, che esistiamo ancora e che le colonne di ogni chiesa sono il nostro bosco incantato dei giochi… Noi che la chiesa l’abbiamo vista solo per il conforto del funerale, ahimé.

– Quindi, secondo te, si ricordano ancora di noi? Anche se è passato tanto tempo?

– Ne sono sicura. Noi viviamo nei loro baci, innumerevoli eppure, io spero, sempre simili ai nostri. Viviamo nei loro sospiri di lontananza, nella speranza che si risolverà tutto e che riabbracceranno presto la persona amata.

– Sai che ti dico, Giù? Sono d’accordo con te! E ti dirò di più: tra tutti gli altri, noi siamo decisamente i più amati!

– Ssh, Romeo, non farti sentire. Laggiù mi par di vedere Titania, regina delle fate: sai quanto è permalosa. E io non pesterei i piedi al Mercante di Venezia: quello si farebbe togliere una libbra di carne pur di dimostrare che è meglio di noi.

Per non parlare di Antonio e Cleopatra, poi. Che snob, quelli. Ho capito che siete personaggi realmente esistiti, ma contenete il vostro ego!

– Romè, Puck ci sta facendo segno di rientrare. È il momento.

– Dai, Giù, un’ultima passeggiata per Verona! Quando ci ricapita di vederla così vuota? E il tuo balcone? Senza tutti quei boccaloni di turisti? Quante risate! Ma si può essere più tonti?

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Balcone di Romeo e Giulietta a Verona

– Romeo, è ora. Lui ci sta guardando.

– Va bene capo, rientriamo. Ci perdonerà se non abbiamo torta e candeline ma sa, date le circostanze… E poi è un po’ di cattivo gusto festeggiare compleanno e morte insieme .

– Sempre meglio delle recite che mette in scena Amleto per l’occasione… Ogni anno qualcuno ci rimane secco.

Eccoci, capo! Rientriamo! È stato bello sentire di nuovo l’aria fresca sulla pelle. Cosa ti è piaciuto di più di questa giornata, Giù?

– Sento che sarà diversa dagli altri anni. Forse servirà a dare un significato diverso all’amore, a renderlo meno scontato, visto che tanti ne sono stati privati per così tanto tempo.

– Si rivedranno presto, amore mio. E parlare di questi affanni renderà la loro gioia più grande.

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