fbpx

Balla Félicie, non smettere mai

Spulciando il catalogo di Netflix in cerca di un film con cui passare una piacevole serata, la mia attenzione venne rapita da una bambina dai capelli rossi. Subito dopo fu la volta del testo a descrizione del film: “nella Parigi del 1880, due orfani fuggono da un orfanotrofio per realizzare i loro sogni”. Mi convinsi, e decisi di dargli una possibilità. Oggi voglio parlarvi proprio di Ballerina, il film che mi tenne compagnia, in una fredda nottata di reclusione a casa.

Ballerina è una produzione franco – canadese del regista Eric Summer, uscita nelle sale cinematografiche nel 2016. I protagonisti sono due orfani amici per la pelle, desiderosi solo di avere un futuro radioso. Félicie è una bambina di 11 anni che coltiva da sempre il sogno di diventare una famosa e affermata ballerina. Il suo amico Victor vuole invece essere ricordato nella Storia, come un grande inventore. Insieme fuggiranno e affronteranno tutte le difficoltà che la vita gli porrà dinanzi.

La magia di Parigi

La ville Lumiere di fine 800 ci regala scorci di una città che non esiste più. Le sue strade trasmettono magia e romanticismo. Sembra di passeggiare in una notte senza tempo, illuminati solo dai lampioni dei ponti e dalla forza dei sentimenti. In Ballerina, Parigi è davvero la città dell’amore, ma soprattutto della speranza. Il teatro dell’opera parigino è una guida che accoglie tra le sue braccia ogni sogno. Svetta sempre all’orizzonte, non solo perché è la meta di Félicie, ma perché rappresenta un simbolo. Viene visto per la prima volta dai due ragazzi orfani in una fotografia, e in esso riverseranno il coraggio e la determinazione di andare fino in fondo.

Una stella tu sarai

L’opera di Parigi diviene così il simbolo più forte di speranza, in un film in cui ogni cosa si trasforma ed è in subbuglio, compresi i nostri protagonisti. Eppure anche altre architetture svettano come dei giganti. In questo momento storico la Torre Eiffel è ancora in costruzione, sempre di sfondo, sempre presente. E’ il simbolo del tempo che cambia e che non può essere fermato. Nessuno di loro potrà mai immaginare che in futuro, diverrà l’icona più forte della città. Nonostante ciò, è già meta di scappatelle e di dichiarazioni d’amore.

Dulcis in fondo, la meravigliosa Statua della Libertà (qui per saperne di più su questa famosa opera), anch’essa rinominata da Victor “statua della speranza”. In essa il co-protagonista riversa tutta la determinazione e il coraggio per realizzare i suoi sogni. E’ in costruzione dentro un magazzino, lontano dai riflettori, come due orfani qualunque. Come Victor e Félicie.

Ballerina

Amicizie e antagonisti

Nel divertente e magico quadro di Ballerina, anche i personaggi hanno un ruolo chiave. Purtroppo in alcuni in alcuni casi si cade nel cliché del visto visto e rivisto. Nei panni di antagonista, abbiamo una donna dallo sguardo maligno, spietata e priva di scrupoli capace di calpestare tutto e tutti pur di arrivare al suo obiettivo. Facciamo anche la conoscenza del belloccio del film, il classico ragazzo che è “bello ma non balla” amato da tutte le ragazzine, ma opportunista e frivolo.

Ci sono però esempi positivi di personaggi leggermente meno banali, anche se comuni nei film d’animazione. Parliamo di figure che fanno da guida ai due orfani, e come gli stessi simboli architettonici di Parigi, infondono speranza e coraggio. Primo fra tutti la donna delle pulizie, che adotta Félicie e rivede in lei i suoi sogni infranti del passato. Abbiamo anche in questo caso messaggi fortissimi, come la possibilità di avere sempre una seconda possibilità nella vita, e il riscatto delle proprie sfortune ed errori. Il maestro di danza non è diverso, e promuove una figura fin troppo contemporanea per il contesto storico di Ballerina. Appoggia la meschinità e il falso se operati a fin di bene, come la possibilità di far studiare un orfana dal grande talento.

Guarda davanti a te e vola, più in alto che puoi

Tra colpi di scena, personaggi che si mostreranno con la loro vera natura e ostacoli da superare, Ballerina tenta di farci commuovere con una fotografia pacata e soffusa, soprattutto nei contesti serali. La semplicità è la parola chiave, non solo dell’opera in sé, ma anche del suo stile visivo. Adatto a tutti e coerente con il messaggio del film. Lo dimostra anche la bellissima colonna sonora “tu sei una favola” cantata da Francesca Michelin (qui per ascoltare la canzone). Le parole del testo riflettono in tutto e per tutto i desideri di una bambina e il pensiero costante che accompagna le sue giornate, dalla mattina alla sera. Le paure, le incertezze, ma anche il coraggio di cambiare la propria vita con unico ma fondamentale atto di coraggio.

Seguire i propri sogni

Anche se per i giovani questo film è carino e pieno di bei significati e piacevole da seguire, per un pubblico più adulto, risulta poco accattivante. Nonostante sia un film per ragazzi, non aggiunge molto di nuovo a tanti altri bei prodotti, e spesso cade nella forzatura e nella banalità. Questo è un peccato, perché se la storia fosse stata rielaborata con più sotto testi (non solo visivi), osando di più sulla caratterizzazione e personalità dei personaggi, potevamo trovarci davanti a un bel traguardo.

Una cosa però è certa: dall’inizio fino alla fine del film, una volta rapiti da quei dolcissimi e grandi occhi di Félicie, e dalla sua meravigliosa chioma rossa, non potremo fare a meno di tifare per lei. Non potremo fare a meno di pensare che sia una favola, e che la magia possa avverarsi e palesarsi ad ogni angolo.

Infine, non potremo far altro che guardare la storia e urlare con quanto fiato abbiamo in gola: “Balla Félicie, non smettere mai”.

Leggi anche – Rango, storia di un eroe per sbaglio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: